In questi anni abbiamo risposto ad oltre 3.000 chiamate provenienti da tutta Italia.
Chi chiama trova all'altro capo del telefono una lesbica che ascolta con attenzione e, soprattutto, con quella comprensione che solo chi ha vissuto un'esperienza simile può offrire.

La LLA si propone di aiutare le lesbiche contribuendo alla costruzione di un'identità lesbica serena, non più legata a connotazioni negative.
Vogliamo aiutarci reciprocamente a sviluppare un concetto positivo di noi stesse, imparando a fronteggiare il pregiudizio e la disciminazione. Siamo convinte che il lesbismo sia una scelta di dignità, integrità personale e felicità oltre che di preferenza sessuale: lavorare alla LLA è uno dei modi per far sì che il diritto di ogni lesbica a perseguire la propria felicità diventi un diritto reale.

Dati di Sintesi (2000 - 2004)

Ogni anno moltissime donne chiamano la Linea Lesbica Amica.
Le telefonate non vengono registrate e non si chiede a nessuna, se non lo desidera, di fornire informazioni su di sé.
Non chiediamo indirizzi, né numeri di telefono. Chi chiama può anche scegliere di non dire il proprio nome o di usare un nome diverso da quello reale. Non facciamo controlli.
Quando una donna si accorge di essere in difficoltà con la propria identità, quando si sente sola, quando comincia a pensare di essere lesbica e di non avere nessuno con cui parlare, ha anche molta paura, si sente confusa e, spesso, ancora più sola.
Le operatrici della Linea Lesbica Amica conoscono queste paure: le abbiamo già provate sulla nostra pelle.
I grafici qui di seguito servono solo a mostrare quante donne, ogni anno, trovano il coraggio di comporre il nostro numero e fare il primo passo per uscire da una condizione che crea disagio e infelicità.
Puoi farlo anche tu.



Si considerano "a vuoto" le telefonate in cui al nostro "Pronto, Linea Lesbica…" segue il silenzio o il clic della cornetta riagganciata.